Di cat-calling e altre molestie

Quando avevo 18 anni sono stata aggredita da un uomo molto più grande di me: alle 7.40 del mattino, sotto un piccolo ponte vicino la metropolitana, mentre stavo andando a scuola.

Non scenderò nei dettagli perché non riesco, non ancora, non qui.

Voglio parlarvi delle reazioni della gente, però.

Le prime domande che mi si ponevano quando provavo (con evidenti difficoltà) a raccontare l’episodio, erano più meno sempre le stesse: “ma perché eri lì da sola?”, “cosa indossavi?”, “ma non potevi scappare, scusa?”, “magari gli hai dato modo di pensare che ti piacesse?” e così via.

Così ho smesso di raccontarlo. Ho smesso, perché mi sentivo in colpa. Probabilmente mi ci sento ancora adesso. Come se avessi fatto qualcosa di sbagliato. Come se il mio sguardo, un sorriso, forse?, un jeans troppo stretto, avessero causato in lui quella reazione. E’ stata colpa mia, e per questo non avessi il diritto di lamentarmene.

Non l’ho mai denunciato, per paura di cosa avrebbero pensato gli altri.

Sono passati 13 anni, ma sotto quel ponte non ci sono più passata.

Ed ho continuato ad avere paura, negli anni seguenti, di lamentarmi degli sguardi viscidi degli uomini per strada, dei fischi, delle frasi volgari, di tutti quei “che ti farei”, “uè bambola!”, “ma quanto sei bona tesoro” urlati dal finestrino di una macchina mentre camminavo da sola sul marciapiede.

Avevo paura di lamentarmi perché “se ti lamenti risulti pesante”. Frigida, acida, rompicoglioni.

“Dovresti apprezzare i complimenti” è la frase che mi sento ripetere da tutta la vita. Dagli uomini che mi vogliono silenziosa, perché una donna che parla troppo non va bene a nessuno.

Ed è così che cresciamo, con il terrore di trovarci da sole per strada, col disagio perenne di una maglia troppo scollata o di una gonna troppo corta, perché “poi non ti lamentare se i ragazzi reagiscono in un certo modo”. Che l’uomo è animale, che è “predatore”, la donna lo deve imparare subito.

E così camminiamo per strada sentendoci pezzi di carne da poter reclamare, da sbranare. Ci guardiamo intorno in perenne allerta ed avanziamo il passo quando ci troviamo su una strada deserta, le chiavi strette in una mano ed il cellulare nell’altra.

Fingiamo di parlare al telefono quando passiamo davanti ad un gruppo di uomini, così magari evitano certe battute. Ci sentiamo costantemente spogliate, nude, sporche, a disagio sotto il riflettore di sguardi lascivi, insistenti.

Quale donna non ha mai subito cat-calling? Quante donne hanno subito molestie che non hanno mai raccontato? E quante donne ancora faticano a definire molestie certe cose?

Quale donna non si è mai sentita ripetere frasi come

“era solo un complimento, calmati”

“madonna quanto sei pesante, dovresti apprezzare certe attenzioni”

“te la sei cercata tu”

“guarda come sei vestita, di che ti lamenti?”

e ancora, ancora.

Frasi ripetute da madri e padri, da amiche, fidanzati, amici, colleghi. E’ degradante, e profondamente sbagliato. Qualcuno ultimamente l’ha definita goliardia, “semplice ironia”.

Noi, tesoro, ci finiamo ammazzate per la vostra semplice ironia.

Ho paura, ancora. Probabilmente ce l’avrò per tutta la vita.

Ma accanto alla paura si è risvegliato il coraggio. Quello di parlare, di condividere.

Di denunciare e combattere, anche se non riguarda me.

Una risposta a "Di cat-calling e altre molestie"

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  1. la violenza non può mai essere giustificata, mi spiace profondamente per il tuo vissuto. Avresti dovuto denunciare all’epoca, anche se capisco come non sia facile per una ragazza sola e impaurita. Ad ogni modo non ti devi sentire in colpa per quanto accaduto, la colpa è solo di chi commette violenza. Riguardo ai complimenti, se sono dettati dal cuore ci possono stare, bisogna sempre distinguere le persone che vanno oltre da quelle che invece vogliono solo ammirare per un senso di gioia, di poesia. Voi donne siete dei bellissimi fiori, sbocciate nella primavera di un sorriso, profumate nell’estate di un abbraccio, danzate nel canto dell’autunno, e vi stringete a perle di saggezza nell’inverno della vita…😉
    Un sentito abbraccio per te..🤗

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